Critica
di VITTORIO GIACCI
Sulla maschera dolorosa e lunare di un Totò di genio alle prime prese con il grande autore (più tardi sarebbe giunto Pier Paolo Pasolini) trapassa tutta l'Utopia della solidarietà, stato dell'Innocenza inattuabile se non nella costrizione di un carcere, ed è il martirio.
La macchina ammazzacattivi
CRITICA
di VITTORIO GIACCI
Rossellini è grande e moderno per questa generosa forza mimetica, per questo sapersi rigenerare, non soddisfatto mai dell'acquisito, incuriosito sempre dal nuovo e dall'impulso a ricercare. Incontrandosi con il testo di Edoardo De Filippo, Rossellini sopravanza il cinema di quegli anni inventando un oggetto che, al momento, mise in difficoltà gli stessi rosselliniani convinti (Truffaut a parte, naturalmente) per trovare comprensione e stima solo dopo decenni, e piegandolo al suo bisogno di costruire, al di là ed oltre il film, una propria teoria dello sguardo, una lezione sull'Immagine, un saggio critico sulla forza potenzialmente distruttiva del comunicare.
Recensione
di VITTORIO GIACCI
Il libro raccoglie interventi di Roberto Lombardi (Coriolano e la dark lady del campo Marzio); Leopoldo Santovincenzo (Shakespeare sui generis.

Quando possiedi nella tua mente la realtà, se libero di andare avanti con la fantasia.
Basta utilizzare un pò di fantasia per scoprire mille cose su cui lavorare. E’ questa la drammaturgia: scoprire i conflitti.
Roberto Rossellini