Jackie
Critica
di GIANLUIGI FEDELI
Larrain utilizza la sceneggiatura di Noah Oppenheim per scavare in maniera verosimile in Jackie ma non è realmente dato sapere quello che Jackie ha detto e ha permesso di scrivere al giornalista e così si basa sull'emotività di quei giorni e sul tema ancora vivo nei cuori degli statunitensi
Moonlight
Critica
di GIANLUIGI FEDELI
Ottimamente fotografato da James Laxton e filmato senza alcun guizzo da Barry Jenkins, segue una sceneggiatura più adatta alla pièce teatrale da cui è tratto che al grande schermo e solo il grande lavoro fatto dagli interpreti riesce a far approdare la pellicola alla parola "fine"
Recensione
di VITTORIO GIACCI
Il volume è arricchito da 30 schede relative ad altrettante opere filmiche emblematiche sul tema (integrate da una postilla horror), che gli autori chiamano Stimmung narrative, “situazioni esistenziali archetipe in cui può venire a trovarsi l’eroe/ricercatore e che sostanziano e determinano il mondo narrativo del cinema (che gravita attorno alla detection) e il profilo psicologico/esistenziale del protagonista”.

Il cinema è nato nella tempesta, è venuto alla luce in un momento di crisi assai grave per tutta l’umanità, si è fatto arditamente avanti mentre vecchie ideologie e antiquate retoriche crollavano, si è battuto tra i rigurgiti del più vecchio e bolso dannunzianesimo e le vampate rivoluzionarie di una lotta sociale che vuol rinnovare le strutture del mondo moderno mettendone in discussione tutti i valori; si è prestato alla propagazione del falso come del vero, è stato piegato e violentato ad esperimenti letterari come a coraggiose testimonianze visive, è rimasto comunque avvinghiato, minuto per minuto, a tutte le esperienze, a tutte le vicissitudini e a tutti i tormenti dell’uomo moderno, forse più che non la letteratura, la musica, la pittura, forse più che un coscienzoso libro di storia. Proviamoci a leggere, con esso, la nostra storia.
Carlo Lizzani