Recensione

Gianluigi Rondi, il “gran signore”

Per ricordarlo, la rivista di cinema “Cabiria” gli ha dedicato un numero speciale (il 184, settembre-dicembre 2016). Il volume contiene diversi contributi che illustrano questa figura, ivi compreso uno stralcio dei suoi diari

Gian Luigi Rondi è stata una delle figure più variegate ed importanti del cinema italiano, rivestendo innumerevoli ruoli nell’ambito della Settima Arte, che amava al pari della vita, e gestendoli tutti con la medesima eleganza di un signore dell’Ottocento. E’ stato, tra i tanti incarichi di prestigio svolti nella sua lunga carriera, docente, critico teatrale e cinematografico, sceneggiatore, direttore di Festival, animatore culturale, amico di grandi maestri come Federico Fellini e René Clair, inventore del premio più prestigioso di questa disciplina, il David di Donatello, che ha presieduto fino alla sua scomparsa, all’età di 94 anni, nel settembre del 2016.  
“Io i David li faccio dal 1958 -ha detto Rondi- quindi da sessant'anni. Ero un giovanetto quando ho cominciato a occuparmene. Ogni anno abbiamo rinnovato l'elogio e la difesa del cinema, soprattutto italiano, perché il mio amore e la mia vita sono il cinema, ma soprattutto il cinema italiano. E questo spero che continueranno quest'opera anche i miei successori. Perché eliminare dai nostri amori il cinema sarebbe un gravissimo errore”.
Per ricordarlo, la rivista di cinema “Cabiria” gli ha dedicato un numero speciale (il 184, settembre-dicembre 2016).
Il volume contiene diversi contributi che illustrano questa figura, ivi compreso uno stralcio dei suoi diari (“Per me scrivere è come respirare”. Il cinema del 1948 nelle pagine dei Diari di Gian Luigi Rondi), recentemente pubblicati dalle Edizioni Sabinae, che in oltre 1300 pagine copre un vastissimo arco temporale (1947-1997) e “regala -come scrive il direttore della rivista Marco Vanelli- una serie di informazioni preziose e inedite sia sul piano critico che storico. In tutti quegli anni Rondi, con una dedizione propria di un uomo d’altri tempi, non ha mancato di annotare quotidianamente i film visti, gli autori incontrati, le impressioni ricavate, i dubbi, le illuminazioni, le certezze di un recensore innamorato del cinema proprio negli anni del Neorealismo”.
Tra gli altri interventi: l’Omelia di padre Fantuzzi ai funerali; Vita cinema passione: un profilo di Gian Luigi Rondi di Paolo Licheri; Intervista a Gian luigi Rondi nell’ambito della 58 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia a cura di Giacomo Botteri e Farida Monduzzi; Gian Luigi Rondi intervista Sergej Bondarciuk.

“Cabiria” , studi di cinema, n.184, settembre-dicembre 2016, Cinit-Cineforum Italiano, Le Mani, Recco (Genova), 2017.

Categoria: