Critica

Twin Peacks stagione tre di David Lich

Twin Peacks stagione tre di David Lich
Al tempo il Chi ha ucciso Laura Palmer? si trasformò in un tormentone da applicare ad ogni occasione della vita reale dove si celasse qualcosa di oscuro o di ambiguo che avesse molteplici letture e soluzioni. A distanza di 25 anni, Lynch, fedele alla premonizione del suo personaggio, torna con una terza stagione (dopo aver approfondito il tema con un film del 1992, presentato alla 45° mostra di Cannes, Fuoco Cammina Con Me, e che ovviamente riscosse poco successo sia di pubblico che di critica per essere troppo "avanti"

...salve agente Cooper ti rivedrò fra 25 anni...ma intanto..."
(Laura Palmer, Twin Peaks seconda stagione, 22° puntata, 1992)
...Intanto sono passati realmente venticinque anni dalla messa in onda televisiva di quel piccolo capolavoro che è Twin Peaks, partorito dal genio visionario di David Lynch, regista di molte altre opere oniriche fra le quali spiccano, per chi non conoscesse l'autore, The Elephant Man, Dune e Blue Velvet. Twin Peaks detonò nei tubi catodici di tutto il mondo  nel 1990, cambiando di fatto gli schemi e le trame dei serial televisivi che da allora si sono prodotti, introducendo il concetto di “cinema”, con tutto ciò che ne consegue, anche in campo televisivo. Da allora i serial prodotti, a differenza del passato, guadagnarono il respiro della qualità coinvolgendo autori cinematografici di alto livello, sceneggiature e dialoghi non più da fumetto, risoluzioni tecniche come fotografia e linguaggio per immagine una volta relegati solo al grande schermo. Al tempo il Chi ha ucciso Laura Palmer? si trasformò in un tormentone da applicare ad ogni occasione della vita reale dove si celasse qualcosa di oscuro o di ambiguo che avesse molteplici letture e soluzioni. A distanza di 25 anni, Lynch, fedele alla premonizione del suo personaggio, torna con una terza stagione (dopo aver approfondito il tema con un film del 1992, presentato alla 45° mostra di Cannes, Fuoco Cammina Con Me, e che ovviamente riscosse poco successo sia di pubblico che di critica per essere troppo "avanti" visivamente, cosa che venne scambiata per "confusione") ed una gestazione piuttosto travagliata, fatta di rimandi, ritiri, smentite e accordi mancati. Ma ora il tutto si è concretizzato e la terza stagione ha iniziato il suo cammino. Il ritorno, primo episodio della serie, ci trasporta subito nella "Loggia Nera" dove un invecchiato Dale Cooper rincontra un'invecchiata Laura Palmer che gli rivela la possibilità di uscire da quello “status”. Già, perché fuori, nel mondo reale, da 25 anni non c'è più l'agente Dale Cooper, ma il suo doppelganger, il suo doppio che, nel finale della seconda stagione, è evaso da quell'allucinante mondo parallelo fatto di anime (Laura Palmer) e demoni (Bob, lo spirito malvagio e corruttore al centro di tutto) che è la "Loggia Nera" e che ora reclama il suo rientro. Oltre a richiamare quasi tutto il cast di un tempo, Lynch riprende gli stessi scenari maestosi e immoti delle foreste che circondano la cittadina dello stato di Washington ed i bizzarri personaggi che la popolano, introducendone altri e donando allo spettatore immagini affascinanti e nello stesso tempo disturbanti come per la colonna sonora che riproduce il famoso motivetto, ri-orchestrato però con note acide e ipnotiche. Una vera delizia d'autore da seguire e, per chi non ha avuto mai modo di passeggiare nei boschi di Twin Peaks, un’occasione di riprendere le prime due serie (e il film!) per poi chiudere il cerchio senza dover attendere altri 25 anni.

di GIANLUIGI FEDELI

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