Recensione

Amedeo Caruso (a cura di), La cura Shakespeare

Il libro raccoglie interventi di Roberto Lombardi (Coriolano e la dark lady del campo Marzio); Leopoldo Santovincenzo (Shakespeare sui generis.

Che tra il cinema e la psicoanalisi esista una stretta relazione è noto fin dalle sue origini, da quando Freud e poi Jung hanno iniziato la loro ricerca sul sogno, parente strettissimo della Settima Arte. Prezioso dunque questo interessantissimo libro a cura di Amedeo Caruso, medico-chirurgo specialista in medicina interna e psicoterapia, direttore responsabile della rivista Psiche Arte e Società e presidente dell’omonimo Centro Studi, autore di volumi che trattano dell’arte della psicoanalisi e della psicoanalisi dell’arte, con particolare riguardo all’arte cinematografica come Pazzi per il cinema (2013) e Regie dell’inconscio (2014).
Scrive Caruso nella sua prefazione che l’idea del libro è nata da una conversazione con un caro amico, l’avvocato penalista Roberto Lombardi, appassionato di Shakespeare e che per “cura shakespeariana” si vuole intendere l’attenzione rivolta da alcuni autori ad aspetti finora inesplorati del pianeta del Bardo.
Il libro raccoglie interventi di Roberto Lombardi (Coriolano e la dark lady del campo Marzio); Leopoldo Santovincenzo (Shakespeare sui generis. Archetipi shakespeariani tra western e gangster film); Giuseppe Sansonna (Shakespeare? Bene (ovvero un Amleto di meno ma la razza non si è estinta); Antonella Antonelli (Dedicato al “Bardo” dell’ Avon); Tiziana Bagatella (O Lear, Lear, Lear. I miei ricordi dello spettacolo O Lear, Lear, Lear di Giorgio Albertazzi, tratto dal Re Lear di Shakespeare); Valeria Tirabasso (Padri e figlie in Shakespeare: viaggi e tempeste come simboli dei riti di passaggio); Valentina Bonaccio (Diario clinico del dott. William Shakespeare); Vincenzo Leccese (Come Shakespeare può salvarvi la vita), oltre ad un saggio introduttivo dello stesso Caruso (La vita, l’arte e la psicologia senza William) e ad una intervista a Stefano Sabelli (Lettrici e lettori: a teatro, a teatro).
La lettura di questa appassionante raccolta permette di cogliere i rapporti profondi non solo tra cinema e psicanalisi ma anche tra quelli tra il cinema ed il teatro, che nelle opere di William Shaspeare hanno trovato una straordinarie fonte di ispirazione sia per ciò che concerne la psicologia dei personaggi che per le strutture narrative che presiedono ad entrambe queste forme di espressione.
Vittorio Giacci

Amedeo Caruso (a cura di), La cura Shakespeare, Lithos, Roma, 2016.

di VITTORIO GIACCI

Categoria: