Recensione

Ambiente e psicologia

“Tecnica e natura necessariamente configurano un’antinomia? Si chiedono Amedeo Caruso e Simonetta Putti nell’editoriale del numero 6 dell’aprile 2017 dedicato al rapporto tra ambiente e psicologia.

Un tema e di estrema attualità con il crescere della coscienza ecologica ma anche dei gravi problemi ambientali che incombono sul nostro pianeta e che inevitabilmente influiscono sulle relazioni umane e sulla psiche dell’individuo.

Rispondono a questo interrogativo diversi contributi di estremo interesse tra i quali: “Santi, eroi, vittime e carnefici dell’ambiente” (Amedeo Caruso), “Appunti per un’etica ecologica” (Simonetta Putti), “Ambiente e persone” (Roberto Cantatrione), “Caducità e miti dello sviluppo umano” (Giorgio Mosconi), “Calamità naturali e conseguenze psichiche” (Valentina Bonaccio), “Ambiente e salute” (Ferdinando Laghi), “Cinema e ambiente: la tragedia della complementarietà” (Vittorio Giacci), “Non preoccupiamoci soltanto, prendiamoci cura della Terra” (Gloria Svampa), “Inquinamento ambientale e mafioso” (Amedeo Pingitore), “Limiti ambientali e necessità inderogabili” (Vincenzo Ampolo), “Informazione, economia e questione ambientale” (Maurizio Cassi), “L’ambiente dentro” (Ignazio Licata), “Il nostro ambiente: la Terra” (Anita Ricci).

Afferma Amedeo Caruso: “San Francesco d’Assisi, che il Papa ha scelto come nome pontificale e come esempio di vita, ha lasciato scritto: Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile. Forse potremmo tutti partire per l’impresa incoraggiati da queste semplici, magiche parole”.

L’invito è stringente e affascinante, e questo libro -al quale sono felice di aver partecipato con un mio scritto di cinema- costituisce sicuramente un valido strumento per iniziare a partire adeguatamente attrezzati.
Vittorio Giacci

Ambiente e Psicologia, “Rivista semestrale del Centro Studi Psiche Arte e Società”, n.6, Anno IV, aprile 2017

di VITTORIO GIACCI

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