Tendenze
Tra i tanti paradossi del cinema italiano vi è anche che i film più interessanti, quelli che raccolgono più premi e riconoscimenti nei festival nazionali ed internazionali, quelli che più innovano, compiono ricerca sul linguaggio o scoprono nuovi talenti d’attore, sono quelli peggio distribuiti,...
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di VITTORIO GIACCI
ri-generazione
Francia, 1888. Uno scienziato inventa un apparecchio chiamato “crono fotografo” nel quale scorre una pellicola di carta. E’ l’invenzione del cinema, memoria del visibile. Stati Uniti. 1991. Un altro scienziato “fotografa” la memoria. Il cinema nasce una seconda volta. Luce della memoria. Tecnica...
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di VITTORIO GIACCI
Fenomeni espressivi
Una volta acquisito che il pittorico e il filmico facciano parte di un fenomeno espressivo se non unico almeno “contiguo”, (pittura e cinema, in effetti, fanno riferimento ad una medesima serie di elementi: luce, colore, composizione, prospettiva) da cui l’importanza di analizzare un film sulla...
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di VITTORIO GIACCI
Il "maestro del brivido"
I “gialli all’italiana” di cui Argento è stato capostipite erano infatti diversi, sotto il profilo strutturale, da quelli del regista d’oltre Manica, così come era differente il loro impatto visivo, né avrebbe potuto essere altrimenti. In un caso la nebbiosa, compassata freddezza di un’isola, nell’...
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di VITTORIO GIACCI
Recensione
“In que­sto mondo devi es­se­re o molto astu­to o molto ama­bi­le. Io pre­fe­ri­vo l'a­stu­zia ma con­si­glio l'a­ma­bi­li­tà”. Edwood P. Dowd
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di VITTORIO GIACCI
CRITICA
Il film racconta le vicende di un commercialista salentino, Felice Castriota, il quale, per arricchirsi in modo facile si presta a riciclare denaro proveniente da attività malavitose ma viene scoperto in flagrante e, per evitare il carcere, accetta la proposta del Procuratore della Repubblica di...
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di VITTORIO GIACCI
Le odissee nello spazio: il cinema come espressione "archetipica"
Credere e non credere
Non vi è arte che possa rappresentare con altrettanta forza archetipica l’ambiente e la psicologia nella loro concreta e profonda essenza e poiché tutto è “creato” per generare un’emozione, nulla è meglio di un film per descrivere un paesaggio come un personaggio, i suoi stati d’animo, la sua...
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di VITTORIO GIACCI
EDITORIALE
Con l’avvento del sonoro e via via che il linguaggio cinematografico si faceva sempre più maturo, il rapporto tra cinema e letteratura si è venuto modificando e, per qualche aspetto, complicato, soprattutto sotto i profili dell’adattamento e della fedeltà all’opera letteraria preesistente. Il...
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di VITTORIO GIACCI
EDITORIALE
Abbandonare i canoni romantici ottocenteschi che consideravano l’artista e la propria opera un “unicum” tanto assoluto ed autosufficiente da non contaminare con nessun’altra esperienza, non significa issare bandiera bianca ma, al contrario, ripensare a quel momento straordinario dell’umanità
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di VITTORIO GIACCI
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